Gli astronomi

Alberti, Vittorio
Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
Bemporad, Azeglio
Bemporad, Giulio
Brioschi, Carlo Maria Rocco Francesco Saverio
Brioschi, Faustino Angelo Maria Paolo
Capaccini, Francesco
Capaccioli, Massimo
Capocci Belmonte, Ernesto-Maria, Vincenzo, Pasquale, Gaetano
Carcani, Nicola Maria
Carnera, Luigi
Cassella, Giuseppe Antonio Pietro
Cassella, Andrea
Castellano, Mario
Cimino, Massimo
Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
de Gasparis, Annibale
Del Grosso, Remigio
Del Re, Leopoldo
Di Martino, Pietro
Fergola, Emanuele
Fichera, Elio Eduardo
Fresa, Alfonso
Guerrieri, Eugenio
Kranjc, Aldo
Lazzarino, Orazio
Mancuso, Santi
Merola, Mario
Messia de Prado, Ferdinando
Nicolini, Tito
Nobile, Antonio
Nobile, Arminio Arturo Alfonso
Nobile, Vittorio
Pepere, Raffaello
Peters, Christian Heinrich Friedrich
Piazzi, Gioacchino Giuseppe Maria Ubaldo Nicolò
Rigutti, Mario
Rinonapoli, Michele
Sabatelli, Felice
Tedeschi, Vincenzo
Viaro, Maria
Vocca, Paolo
von Zach, Franz Xaver
Zappa, Giovanni
Zuccari, Federigo Vincenzo Antonio Ludovico

Attilio Colacevich

Fiume, 25 luglio 1906 - Napoli, 26 agosto 1953

Dopo aver compiuto gli studi nautici, Colacevich fu allievo a bordo di un mercantile dove maturò la sua passione per l'astronomia. Si iscrisse, così, all'Università di Firenze nel 1926 e cominciò a frequentare l'Osservatorio di Arcetri. Giorgio Abetti (1882-1982) lo volle come assistente. Laureatosi nel 1929, nel 1933 entrò a far parte dell'organico dell'Osservatorio fiorentino. Si interessò dapprima di analisi degli spettri di variabili Cefeidi, nel 1938 compiendo osservazioni nella torre solare delle eruzioni e delle macchie solari cominciò ad interessarsi all'ottica specializzandosi presso l'Istituto Nazionale di Ottica.
Libero docente dal 1937, assume l'incarico di direttore dell'Osservatorio di Teramo nel 1948 e qualche mese più tardi di quello di Capodimonte. Qui giunse solo nel 1950 dopo aver trascorso un periodo di ricerche prima in Ohio all'Osservatorio di Cleveland lavarondo alla classificazione spettroscopica delle stelle rosse, e poi in Texas al Mac Donald per perfezionarsi nelle tecniche di osservazioni fotometriche.
A Napoli si dedicò al riammodernamento del parco strumentale per dare un indirizzo astrofisico alla ricerca. Nel 1951 applicò al telescopio Fraunhofer il primo fotometro fotoelettrico italiano del tipo G. E. Kron realizzato nelle officine di Napoli. Lo strumento fu utilizzato durante l'eclisse solare del 25 febbraio 1952 in Sudan per ottenere per la prima volta lo spettro diurno del cielo. Iniziò anche la costruzione di un coronografo.
Nel 1955 l'Accademia dei Lincei gli conferì, alla memoria, il premio nazionale del Presidente della Repubblica per la classe di Astronomia, Geodesia e Geofisica.