Gli astronomi

Alberti, Vittorio
Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
Bemporad, Azeglio
Bemporad, Giulio
Brioschi, Carlo Maria Rocco Francesco Saverio
Brioschi, Faustino Angelo Maria Paolo
Capaccini, Francesco
Capaccioli, Massimo
Capocci Belmonte, Ernesto-Maria, Vincenzo, Pasquale, Gaetano
Carcani, Nicola Maria
Carnera, Luigi
Cassella, Giuseppe Antonio Pietro
Cassella, Andrea
Castellano, Mario
Cimino, Massimo
Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
de Gasparis, Annibale
Del Grosso, Remigio
Del Re, Leopoldo
Di Martino, Pietro
Fergola, Emanuele
Fichera, Elio Eduardo
Fresa, Alfonso
Guerrieri, Eugenio
Kranjc, Aldo
Lazzarino, Orazio
Mancuso, Santi
Merola, Mario
Messia de Prado, Ferdinando
Nicolini, Tito
Nobile, Antonio
Nobile, Arminio Arturo Alfonso
Nobile, Vittorio
Pepere, Raffaello
Peters, Christian Heinrich Friedrich
Piazzi, Gioacchino Giuseppe Maria Ubaldo Nicol˛
Rigutti, Mario
Rinonapoli, Michele
Sabatelli, Felice
Tedeschi, Vincenzo
Viaro, Maria
Vocca, Paolo
von Zach, Franz Xaver
Zappa, Giovanni
Zuccari, Federigo Vincenzo Antonio Ludovico

Mario Rigutti

Trieste, 19 agosto 1926 -

Dopo aver insegnato astrofisica all'UniversitÓ di Firenze, Ŕ stato ordinario di astronomia presso l'UniversitÓ di Napoli e, dal 1969 direttore dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte e, fino al 1986, di Collurania a Teramo.
Si Ŕ occupato principalmente di spettroscopia e di spettrofotometria di fenomeni solari relativi al Sole quieto o al Sole attivo. Rigutti ha organizzato e diretto 5 spedizioni per l'osservazione di eclissi solari in Europa, Canada, Brasile e Africa.
E' stato presidente del Gruppo nazionale di astronomia del CNR, chairman del Gruppo di lavoro per le eclissi totali di Sole dell'Unione Astronomica Internazionale e membro del Gruppo Sole dell'European Solar Research Organization e presidente della SocietÓ Astronomica Italiana, per la quale ha diretto anche il "Giornale di Astronomia".
Si Ŕ reso promotore della costruzione di una stazione astronomica a Castelgrande, sui monti della Basilicata, dotandola di un telescopio altazimutale - il TT1, progettato e costuito dagli astronomi e dagli ingegneri dell'osservatorio - di 1.54m di diametro e una configurazione ottica Ritchey-Chretien.
Impegnato anche nel settore della didattica e della divulgazione, Rigutti nel 1992 ha allestito il primo museo degli strumenti storici dell'osservatorio.
Nel 1993 ha lasciato la direzione dell'Osservatorio Astronomico di Capodimonte tornando nella sua amata Firenze.