Gli astronomi

Alberti, Vittorio
Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
Bemporad, Azeglio
Bemporad, Giulio
Brioschi, Carlo Maria Rocco Francesco Saverio
Brioschi, Faustino Angelo Maria Paolo
Capaccini, Francesco
Capaccioli, Massimo
Capocci Belmonte, Ernesto-Maria, Vincenzo, Pasquale, Gaetano
Carcani, Nicola Maria
Carnera, Luigi
Cassella, Giuseppe Antonio Pietro
Cassella, Andrea
Castellano, Mario
Cimino, Massimo
Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
de Gasparis, Annibale
Del Grosso, Remigio
Del Re, Leopoldo
Di Martino, Pietro
Fergola, Emanuele
Fichera, Elio Eduardo
Fresa, Alfonso
Guerrieri, Eugenio
Kranjc, Aldo
Lazzarino, Orazio
Mancuso, Santi
Merola, Mario
Messia de Prado, Ferdinando
Nicolini, Tito
Nobile, Antonio
Nobile, Arminio Arturo Alfonso
Nobile, Vittorio
Pepere, Raffaello
Peters, Christian Heinrich Friedrich
Piazzi, Gioacchino Giuseppe Maria Ubaldo Nicolò
Rigutti, Mario
Rinonapoli, Michele
Sabatelli, Felice
Tedeschi, Vincenzo
Viaro, Maria
Vocca, Paolo
von Zach, Franz Xaver
Zappa, Giovanni
Zuccari, Federigo Vincenzo Antonio Ludovico

Vittorio Nobile

Napoli, 27 ottobre 1875 - Napoli, 7 dicembre 1966

Figlio di Arminio e di Emma von Sommer, Vittorio si laureò in matematica nel 1897 all'Università di Napoli; Ma già nel 1897, subentrando al padre, morto prematuramente, era stato nominato secondo assistente all'Osservatorio di Capodimonte e promosso primo assistente nel 1899. Fu nominato astronomo aggiunto nel 1904. Dal 1902 al 1906 fu Assistente alla cattedra di Geometria Analitica, presso l'Università di Napoli, e dal 1904 a quella di Geometria Descrittiva.
Per perfezionarsi nelle ricerche astronomiche nel 1908 si recò ad Heidelberg.
Nel 1910 vinse la cattedra di Matematica all'Istituto Tecnico Industriale "A. Volta" di Napoli.
Fu nominato Astronomo Aggiunto nel 1912, ma nel 1918 per contrasti scientifici con Luigi Carnera, Direttore della specola, ottenne dal Ministero il comando presso la cattedra di Meccanica razionale dell'Università e nel 1920 lasciò definitivamente l'Osservatorio. Continuò tuttavia ad occuparsi di Astronomia.
Finisce così nel 1920 la dinastia della famiglia di astronomi molisani iniziata con Antonio Nobile nel 1819.
Nel 1925 ottenne dalla Facoltà di Scienze di Napoli l'incarico del corso di Astronomia e, l'anno successivo, anche quello di Geodesia. Nel 1935 vinse il concorso per la cattedra di Astronomia teorica dedicandosi all'insegnamento dell'Astronomia e della Geodesia sino al suo collocamento a riposo nel 1950.
Profondo conoscitore della meccanica celeste, condusse importanti lavori sull'astrometria fotografica e sul moto proprio solare. Studiò, inoltre, il problema dell'aberrazione totale e quello dei sistemi di riferimento per l'ammasso galattico.
Fu socio dell’Accademia dei Lincei, che gli conferì nel 1931 il Premio Reale per l’Astronomia. Fu Cavaliere della Corona d'Italia e membro del Comitato nazionale per l'astronomia e geodesia nel Consiglio nazionale delle ricerche.