Gli astronomi

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Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
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Bemporad, Giulio
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Capaccioli, Massimo
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Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
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Del Grosso, Remigio
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Annibale de Gasparis

Bugnara, 9 novembre 1819 – Napoli, 21 marzo 1892

Figlio di un medico, studiò nei seminari di Sulmona e Chieti appassionandosi alla lettura dei classici e imparando la matematica da autodidatta. Nel 1838 arrivò a Napoli per studiare ingegneria presso la Scuola di Ponti e Strade e l'anno successivo fu accettato come alunno presso l'osservatorio. de Gasparis stabì un rapporto di grande stima ed amicizia con Ernesto Capocci, animati dagli stessi sentimenti politici e dagli stessi interessi culturali. In Osservatorio si dedicò a ricerche di matematica e meccanica celeste che gli avrebbero in seguito permesso di compiere importanti scoperte astronomiche.
Pubblicò i suoi primi lavori scientifici nel 1845 sulla misura dell'orbita del pianetino Vesta che gli valsero, già nel 1846, la laurea ad honorem dell'Università di Napoli.
Nel 1848 partecipò ai moti liberali, ma evitò la repressione borbonica dedicando a re Ferdinando la scoperta di un nuovo asteroide, fatta il 12 aprile del 1849, dandogli il nome di Igea Borbonica. Rifiutò, però, di assumere la carida di direttore quando nel 1850 Capocci, insieme agli astronomi Nobile e Peters, fu destituito.
L'11 maggio dello stesso anno scoprì un secondo pianetino - Partenope - meritando il riconoscimento dei più prestigiosi astronomi del tempo. John Herschel gli scrisse augurandogli di incoronarsi la fronte con lo splendido diadema di tre astri sfolgoranti. Il 2 novembre 1850 scoprì Egeria. E poi Eunomia nel 1851, Psiche e Massalia nel 1852, Themi nel 1853, Ausonia nel 1861 e infine Beatrice il 26 aprile 1865.
Già nel 1851 la Royal Astronomical Society di Londra gli assegnò il riconoscimento più prestigioso, la medaglia d'Oro e Federico Guglielmo di Prussia gli conferì il titolo di Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa.
A Napoli fu nominato secondo astronomo solo nel 1863, dopo aver atteuto la libera docenza insegnando, dal 29 luglio 1851, astronomia, geodesia e geografia matematica all'Università di Napoli.
Nel 1861, con la formazione dello stato unitario, fu nominato, il 20 gennaio, Senatore del regno per i suoi alti meriti scientifici. Divenuto direttore della Specola di Capodimonte nel 1864, de Gasparis rivolse ogni sforzo per il potenziamento di uomini e di macchine dell'osservatorio proseguendo i lavori teorici di matematica e meccanica celeste e dando nuovo impulso alle misure geomagnetiche.
I segni di paralisi progressiva lo indussero ad abbandonare ogni incarico nel 1889 ritirandosi in una villetta di campagna non lontana dal suo Osservatorio.
Nella seduta del Senato del 22 marzo 1892 fu ricordato lo scienziato abituato ad appuntare in alto lo sguardo e l’intelletto... A lui che poggiando fra i più celebri levò con sé la rinomanza d’Italia, la patria, cui la dipartita d’ogni preclaro ingegno preclude una grandezza, dà oggi tributo di mestizia.