Gli astronomi

Alberti, Vittorio
Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
Bemporad, Azeglio
Bemporad, Giulio
Brioschi, Carlo Maria Rocco Francesco Saverio
Brioschi, Faustino Angelo Maria Paolo
Capaccini, Francesco
Capaccioli, Massimo
Capocci Belmonte, Ernesto-Maria, Vincenzo, Pasquale, Gaetano
Carcani, Nicola Maria
Carnera, Luigi
Cassella, Giuseppe Antonio Pietro
Cassella, Andrea
Castellano, Mario
Cimino, Massimo
Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
de Gasparis, Annibale
Del Grosso, Remigio
Del Re, Leopoldo
Di Martino, Pietro
Fergola, Emanuele
Fichera, Elio Eduardo
Fresa, Alfonso
Guerrieri, Eugenio
Kranjc, Aldo
Lazzarino, Orazio
Mancuso, Santi
Merola, Mario
Messia de Prado, Ferdinando
Nicolini, Tito
Nobile, Antonio
Nobile, Arminio Arturo Alfonso
Nobile, Vittorio
Pepere, Raffaello
Peters, Christian Heinrich Friedrich
Piazzi, Gioacchino Giuseppe Maria Ubaldo Nicolò
Rigutti, Mario
Rinonapoli, Michele
Sabatelli, Felice
Tedeschi, Vincenzo
Viaro, Maria
Vocca, Paolo
von Zach, Franz Xaver
Zappa, Giovanni
Zuccari, Federigo Vincenzo Antonio Ludovico

Ferdinando Messia de Prado

Napoli, 3 novembre 1757 - Napoli, 8 giugno 1810

Nato da una nobile famiglia di origine spagnola trasferitasi a Napoli nel periodo del viceregno, il 30 agosto 1772 entrò nell'ordine dei monaci benedettini olivetani. Dopo la professione di fede del dicembre 1773 visse fino al 1778 nel monastero di S. Vittore al Corpo di Milano e successivamente, fino al 1780 nel monastero di S. Bartolomeo a Pavia, qui tenne alcune lezioni nell'Università di Pavia presso il celebre Gregorio Fontana, matematico di formazione illuminista ed enciclopedista. Dal 1782 all'85 rientrò a Napoli nel Monastero di Monte Oliveto con l'incarico di Lector Mathematicus, nel 1786 anche di Lector Philosophus. Alla morte di Felice Sabatelli fu nominato Publicus Regius Professor Astronomiae et Nauticae.
Il governo napoletano gli permise di recarsi a Parigi, Padova, Bologna e Milano per perfezionarsi nell'uso della strumentazione astronomica. Lo sostituirono nelle lezioni universitarie gli assistenti Filippo Maria Guidi e Giuseppe Cassella.
Per la sua particolare esperienza in campo gnomonico, nel 1788, fu chiamato a Bologna dai confratelli del convento di San Michele in Bosco dove realizzò, nel corridoio maggiore una meridiana lunga 8 metri.
Forse simpatizzante dell'esperienza repubblicana del 1799, fu allontanato dall'insegnamento quando Ferdinando IV di Borbone riprese il potere. Andò in Francia e insegnò Matematiche sublimi nel collegio di Périgueux.
Con l'arrivo a Napoli di Giuseppe Bonaparte, nel 1806, Cassella, già direttore dell'erigenda specola presso il palazzo degli studii, sottopose al ministro Miot una memoria elencando le sue benemerenze didattiche, letterarie e civili affinché lo confermassero nella cattedra universitaria, ma gli fu preferito il Messia de Prado richiamato in patria dal Ministro dell'Interno.
Alla morte di Cassella egli divenne anche direttore dell'osservatorio provvisorio di S. Gaudioso, sollevando le forti critiche di Napoli Signorelli.
Poco poté fare ...nella pratica dell'Astronomia, giacché non mancò di farne conoscere la teorica nella Reale Università considerando i pochi strumenti avuti a disposizione e gli spazi non adeguatamente accomodati per disporre gli strumenti.
Morì colpito nel fiore della sua gioventù da un accidente apoplettico