Gli astronomi

Alberti, Vittorio
Amanzio, Domenico
Angelitti, Filippo
Aurino, Salvatore
Barbatelli, Riccardo
Battaglini, Giuseppe
Bemporad, Azeglio
Bemporad, Giulio
Brioschi, Carlo Maria Rocco Francesco Saverio
Brioschi, Faustino Angelo Maria Paolo
Capaccini, Francesco
Capaccioli, Massimo
Capocci Belmonte, Ernesto-Maria, Vincenzo, Pasquale, Gaetano
Carcani, Nicola Maria
Carnera, Luigi
Cassella, Giuseppe Antonio Pietro
Cassella, Andrea
Castellano, Mario
Cimino, Massimo
Colacevich, Attilio
Colangeli, Luigi
Contarino, Francesco
de Gasparis, Annibale
Del Grosso, Remigio
Del Re, Leopoldo
Di Martino, Pietro
Fergola, Emanuele
Fichera, Elio Eduardo
Fresa, Alfonso
Guerrieri, Eugenio
Kranjc, Aldo
Lazzarino, Orazio
Mancuso, Santi
Merola, Mario
Messia de Prado, Ferdinando
Nicolini, Tito
Nobile, Antonio
Nobile, Arminio Arturo Alfonso
Nobile, Vittorio
Pepere, Raffaello
Peters, Christian Heinrich Friedrich
Piazzi, Gioacchino Giuseppe Maria Ubaldo Nicolò
Rigutti, Mario
Rinonapoli, Michele
Sabatelli, Felice
Tedeschi, Vincenzo
Viaro, Maria
Vocca, Paolo
von Zach, Franz Xaver
Zappa, Giovanni
Zuccari, Federigo Vincenzo Antonio Ludovico

Franz Xaver von Zach

Pest, 4 giugno 1754 – Parigi, 2 settembre 1832

Figlio di un famoso medico attivo tra Bratislava e Pest, nel 1769 sviluppò un acuto interesse per l'astronomia, osservando il passaggio del pianeta Venere su l Sole e della cometa che non rassomiglia a nessuna di quelle conosciute, scoperta da Messier l'8 agosto, sette giorni prima della nascita di Napoleone.
Arruolatosi come ingegnere militare nell'esercito austriaco, dopo poco abbandonò la carriera e lavorò tra Berlino e Londra per alcuni anni, come tutore dei figli del conte Moritz von Brühl, ambasciatore della Sassonia, cultore dell'astronomia e possessore di una Specola privata. Nel 1786 entrò al servizio del duca Ernst II di Saxe Coburg, che gli affidò la direzione della Specola di Gotha, presso la quale von Zach lavorò fino al 1806.
Fu fondatore della illustre rivista "Corrispondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique" (1816-1826) e s'interessò anche di strumentazione. Fu lui a mettere in contatto Federico Zuccari, conosciuto negli anni del suo soggiorno milanese, ed il costruttore tedesco Joseph von Reichenbach, per l'acquisto di apparecchi moderni per la Specola di Napoli.
Morì di colera a Parigi.