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Impact Plasma and Momentum detector

Carlo Gavazzi - Milano (Italia) - 1983 circa

iscrizioni: CS1 41-DW-016
Carlo Gavazzi Controls
Giotto Spacecraft
Unit: DID-1/FS

materiali: Plastica, acciaio, mylar, oro

dimensioni: 23.5 - 15 - 7.5 cm (l-w-h)

categoria: astronomia

acquisizione:

descrizione: Modello del dispositivo montato sullo strumento DIDSy (Dust Impact Detection System) per la missione Giotto, il satellite dell'ESA lanciato nel 1985 per studiare in situ il nucleo della cometa di Halley.
Il rilevatore è costituito da due sensori d'impatto a ionizzazione, uno ricoperto da una pellicola di mylar alluminato di 2.5 μm, l'altro ha una grata aperta su una superficie ricoperta da un foglio d'oro. Tra le due superfici è posizionato un probe costituito da un elettrodo formato da disco d'oro di 1 cm² per monitorare la produzione di plasma indotto dalla polvere cometaria e dal gas neutro che impatta la superficie. Al di sotto del sottosistema è fissato un piezoelettrico che, in coincidenza degli impatti di ionizzazione sulle due superfici, rileva anche le onde acustiche indotte dagli impatti. Questo sistema permette una misura accoppiata e correlata dell'ambiente di polvere utilizzando due effetti diversi dello stesso processo.

uso: Sensore a plasma ad impatto per misurare il flusso delle polveri, la distribuzione della massa e la densità delle particelle emesse da una cometa.

stato di conservazione: ottimo

note: Lo strumento era conservato nel Laboratorio di Fisica Cosmica a cui partecipano l'Università Parthenope di Napoli e l'Osservatorio di Capodimonte.
Lo strumento IPM è stato progettato dai gruppi di ricerca del Piano Spazio Nazionale del CNR, che nel 1988 diventerà Agenzia Spaziale Italiana e dai dipartimenti di fisica delle Università di Bari e di Lecce dove il prof. Ezio Bussoletti coordinava le attività del gruppo di sviluppo.

bibliografia:

info scheda: n. 116, (Mauro Gargano, 2013-01-21)

schede precedenti: