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Orologio a pendolo di Arnold

John Arnold - Londra (Inghilterra) - 1788

iscrizioni: Arnold & Son
London
Pour Le Chevalier Jean de Vivenzio 1788

materiali: acciaio e zinco

dimensioni: 53 - 31 - 195 cm (l-w-h)

categoria: cronometria

acquisizione: acquisto

num inv: 8028

descrizione: E' un orologio a pendolo con ruota di scappamento in acciaio e scappamento a riposo ad ancora. In origine la compensazione era a verghe di acciaio e di zinco e la sospensione a molla. Nel 1934 la compensazione fu sostituita con una in acciaio invar che riporta l'iscrizione:

Riefler Munchen D.R.P. 100870 3024
Nello stesso anno furono applicati contatti elettrici al secondo.
Sulla controcassa in legno che contiene il pendolo è applicata una lampada per illuminare il quadrante, mentre all'interno vi è una targhetta:


Antica Ditta Italiana ig. Kohlschitter Genova Modificò e Applicò Pendolo trasmettitori Regolazione 1934-XII°

Il quadrante è argentato e segna i minuti. All'interno vi è un quadrante minore per i secondi, mentre le ore sono segnate in una finestra ad arco di circa 45° e posta sotto il quadrante dei secondi. Un indicatore centrale fisso consente la lettura dell'ora sul sottostante quadrante che ruota e reca indicazione numerica romana.

uso: Per la misurazione del tempo siderale.

funzionamento: l'orologio meccanico a pendolo, messo a punto intorno al 1670 da Christiaan Huygens (1629-1695), si basa sul principio dell'isocronismo delle oscillazioni di un peso prodotto da una traiettoria circolare. Le oscillazioni del pendolo mettono in moto una ruota dentata che aziona le lancette dell'orologio; l'errore periodico della ruota dentata può essere corretto dai sistemi di compensazione a scappamento.

stato di conservazione: buono

restauri:

note: Lo strumento apparteneva al laboratorio di strumenti scientifici di Giovanni Vivenzio (ca.1735-1818), amico e corrispondente di Giuseppe Piazzi. Egli si affermò, giovanissimo, nei campi delle lettere, scienze e soprattutto della medicina, divenendo ben presto docente presso l'Università napoletana, oltreché illustre scienziato e letterato. Insegnò: chirurgia, ostetricia, anatomia e fisica sperimentale e fu direttore dell'Ospedale degli Incurabili e dei Reali Ospedali Militari delle due Sicilie.
In una lettera dell'ottobre 1787 indirizzata all'astronomo di Brera de Cesaris, Cassella scrive che il Sig.re Cav. Vivenzio, ... ave accresciuto il suo prezioso gabinetto di una sfera ben lavorata, e d'un sistema Planetario ben ideato, e con molta accuratezza eseguito da valenti artefici Inglesi. Aspetta un gran telescopio dollondiano, un orologio del famoso Arnold, e un quadrante mobile...
Il 16 marzo 1813 Federico Zuccari corrispose la somma di 800:00 ducati ... pel prezzo di un pendolo, e quattro globi del Marchese Vivenzio per l'Osservatorio di S. Gaudioso.
Alla morte di Vivenzio, gli eredi vendettero tutta la collezione degli strumenti scientifici.
Il museo di Capodimonte possiede un telescopio di Dollond, esposto temporaneamente presso l'Osservatorio di Capodimonte. Altri strumenti furono acquistati, nel 1827, presso la signora Marianna Martinetti, dal direttore della specola di Palermo, Niccolò Cacciatore (1780-1841); sono un piccolo telescopio di Berge (1820), il piccolo strumento universale di Ramsden (1780) e una elegante bussola di Peter Dollond.
Federigo Zuccari aveva meglio disposto nei locali della Specola di S. Gaudioso i pochi strumenti di cui disponeva. In ... una stanza rettangolare, collocò... un istrumento di passaggio con pendolo dell'Arnold.
Il 2 febbraio 1820 Carlo Brioschi collocò e pose ... in attività l'orologio d'Arnold nel nuovo osservatorio di Capodimonte. E' stato dapprima strumento ausiliario del cerchio meridiano di Reichenbach-Utzschneider nella sala meridiana occidentale e dal 1936 è alloggiato nella cupola del cerchio meridiano di Repsold.

fonti d'archivio:

bibliografia:

info scheda: n. 30, (Mauro Gargano, 2016-01-07)

schede precedenti: 2001 n. 4, E. Stendardo ; 1992 n. 33, V. Fiore e P. Paura