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Strumento dei passaggi di Reichenbach – Utzschneider

Georg Friedrich von Reichenbach, Joseph von Utzschneider - Monaco (Germania) - 1814

iscrizioni: Reichenbach und Utzschneider in München

materiali: bronzo, ottone

dimensioni: 200 - 150 - 76 cm (l-w-h)

categoria: astronomia

focale: 198.0 (cm) - obiettivo: 11.7 (cm)

acquisizione: acquisto - 1815 - Monaco - Germania

num inv: 410

descrizione: Il cannocchiale in ottone è composto da due tubi imperniati nel dado centrale, fuso assieme ai due tronchi conici dell'asse di rotazione che misura 99 cm.
All'estremità inferiore del tubo ottico c'è un reticolo con sette fili distanti tra loro circa 4' d'arco. Il vano portaoculari è mobile per poter spostare le lenti dell'oculare al particolare filo usato durante le osservazioni. Una livella a staffa, posta nella parte inferiore del cannocchiale, serve per verificare il parallelismo tra asse di rotazione e piano dell'orizzonte.
A differenza del cerchio meridiano, lo strumento dei passaggi non ha i cerchi graduati per la misura delle declinazioni, il piccolo cerchio presente sul cannocchiale ha la semplice funzione di aiutare il puntamento dello strumento nella direzione della stella in transito.
Il carrello d'inversione su cui è poggiato ha una targhetta su cui si legge: Reichenbach fecit München 1814
Manca della lente obiettivo.

uso: La misura dell'istante di passaggio di una stella fondamentale al meridiano locale permette di registrare gli orologi sul tempo siderale.

stato di conservazione: ottimo

restauri:

note: La macchina in legno di noce, su cui è posato lo strumento, era usata per invertire lo strumento. Fu costruita da Augusto Aehnelt su richiesta del direttore Carlo Brioschi.
Lo strumento, acquistato da Federico Zuccari per l'erigenda Specola di Capodimonte, giunse a Napoli nel 1815 assieme al Cerchio meridiano. Questo strumento sostituì quello di 3 piedi e mezzo ceduto da Oriani e che Zuccari aveva portato con sé da Milano. Fu collocato nella sala meridiana occidentale, l'asse di rotazione posava su due colonne di granito fondate sul masso naturale della collina.
Lo strumento aveva tre mute di oculari con ingrandimenti di 70, 140 e 220 volte.
Il meccanico Heurteaux eseguì alcuni lavori per migliorarne e facilitarne l'uso. Vi adattò un micrometro con vite di misura e introdusse un braccio per bloccare lo strumento.

bibliografia:

info scheda: n. 38, (Mauro Gargano, 2013-01-02)

schede precedenti: 2001 n. 45, E. Stendardo ; 1992 n. 6, V. Fiore e P. Paura