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Telescopio equatoriale di Fraunhofer

Joseph von Fraunhofer, Georg Friedrich von Reichenbach - Monaco (Germania) - 1815

materiali: ghisa, ottone, acciaio, alluminio, argento, legno di palissandro

dimensioni: 320 - 60 - 280 cm (l-w-h)

categoria: astronomia

focale: 302.0 (cm) - obiettivo: 17.5 (cm)

accessori: un cercatore con tubo in alluminio e apertura di 9cm.

acquisizione: acquisto - 1815 - Monaco - Germania

num inv: 4327

descrizione: Telescopio rifrattore equatoriale con obiettivo acromatico. Il cerchio orario e quello di declinazione hanno diametro di 27 cm e divisioni di 15'. Il primo riporta la scritta:

I cerchi sono stati lavorati da Secretan in Parigi

Il motore orario funziona con un meccanismo ad orologeria.
Il tubo del telescopio è in palissandro, mentre l'alloggiamento dell'obiettivo e il tubo oculare sono in ottone.
Sui due anelli che fissano il tubo del telescopio alla montatura equatoriale, è fissato un cercatore con tubo di alluminio e alloggiamento dell'obiettivo e oculare in ottone.

uso: Usato per osservazioni visuali e fotometriche di stelle e pianeti.

funzionamento: La montatura equatoriale consente il movimento dello strumento intorno a due assi: uno parallelo all'asse polare terrestre e l'altro perpendicolare al primo.

stato di conservazione: ottimo

restauri:

note: Il più grande che esista, un autentico capolavoro, questo telescopio fu acquistato da Federico Zuccari per la Specola di Capodimonte, e giunse a Napoli ancor prima del completamento della fabbrica. Un pezzo di orologeria tutto particolare, applicato a questo cannocchiale, segue da solo il movimento del primo mobile senza scossoni, senza sobbalzi, così che l’astro, una volta posto al centro del campo del cannocchiale, vi appare come immobile e lo si può osservare più ore di seguito senza toccare il cannocchiale. Il telescopio fu collocato da Giuseppe Piazzi nella sala centrale della Specola, non essendoci altro spazio idoneo.
La sala di mezzo riceverà la luce dall'alto, e in essa penso di collocare il gran cannocchiale di Reichenbach, montato su macchina parallatica con orologio. Esso sarà probabilmente nell'Osservatorio come l'asta di Achille nel museo di un antiquario. La lente oggettiva è piena di bolle, i movimenti complicati, il tutto pesantissimo e veramente teutonico. Nel 1834, Ernesto Capocci fece montare ... sotto la piccola cupola orientale l'equatoriale di Fraunhofer, togliendone l'altazimut di Reichenbach ... da cedere ... all'Osservatorio di Marina insieme al piccolo ripetitore dello stesso Reichenbach; ma in tal posto il Fraunhofer non potette mai esser seriamente adoperato ; non solo per le piccole dimensioni della cupola, ma ancora e principalmente perché sulla base, tornita dallo stesso costruttore, corrispondeva ad una latitudine assai differente da quella di Capodimonte; né a tale inconveniente si pensò allora di ovviare.
Annibale de Gasparis offrì l'equatoriale per le osservazioni dell'eclisse totale di Sole del dicembre 1870 organizzate in Sicilia. A tal proposito chiese ed ottenne un contributo per la realizzazione della montatura equatoriale. I cerchi graduati furono dati alla ditta Secretan di Parigi per essere rinnovati. Ma non furono consegnati in tempo a causa di eventi bellici e il telescopio non fu trasferito in Sicilia, suscitando la delusione di Tacchini che scrisse: ...l'impegno dei signori di Napoli non fu altro che quello di aver denari per accomodarsi la macchina che non è venuta..... Lo strumento fu spostato nella sala delle colonne, dove ... privo anche della base, rimase allora interamente smontato.
Sul finire dell'800, il direttore Emanuele Fergola, per trovare un'adeguata sistemazione al telescopio, fece costruire la torretta occidentale e chiese al meccanico Pasquale Moreno di dotarla di una cupola girevole.
Nel 1914 il telescopio partecipò alla spedizione a Teodosia, in Crimea, per l'osservazione dell'eclisse di sole del 21 agosto. La nostra istallazione italiana à stata la migliore, e per importanza di istrumenti montati e per numero di osservatori era guidata dagli astronomi Mengarini, Riccò e Taffara.
Azeglio Bemporad, nel 1928, lo definì strumento preistorico, il più piccolo nel suo genere tra tutti gli osservatori italiani. Ne fece, però, ripulire la lente obiettiva e ne perfeziò il meccanismo ad orologeria.
Nel 1929 il telescopio giaceva, di nuovo, inutilizzato nella sala centrale dell'Osservatorio.
Nel gennaio 1936, lo strumento equatoriale fu usato per osservare l'eclisse totale di Luna.

fonti d'archivio:

bibliografia:

info scheda: n. 41, (Mauro Gargano, 2014-03-29)

schede precedenti: 2001 n. 12, E. Stendardo ; 1992 n. 13, G. Busarello, V. Fiore e P. Paura