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Cannocchiale di Dollond

Peter Dollond - Londra (Inghilterra) - inizio xix sec

iscrizioni: Dollond London

materiali: ottone, legno di mogano

dimensioni: 170 - 100 - 170 cm (l-w-h)

categoria: astronomia

focale: 163.0 (cm) - obiettivo: 9.7 (cm)

acquisizione: acquisto - 1815 (?)

num inv: 421

descrizione: Cannocchiale con obiettivo acromatico e montatura altazimutale. il tubo ottico, il treppiede di sostegno e le due manopole per i movimenti micrometrici sono in legno di mogano. La montatura è in ottone.
Alla base della montatura è fissata una targhetta in ottone su cui si legge: Dollond fecit London 1815(?)
E' privo della lente obiettiva.

uso: Per osservazioni terrestri e celesti.

funzionamento: Il cannocchiale è uno strumento ottico per l'osservazione di oggetti lontani. la combinazione di una lente convergente (obiettivo) e di una divergente (oculare) permette al cannocchiale di essere sensibilmente più corto di un telescopio e di poter avere un utilizzo anche terrestre.
Il primo cannocchiale fu costruito in Olanda nel 1608, dall'occhialaio Hans Lippershey (1570–1619).
Galileo Galilei nel 1609 lo perfezionò e lo adattò per l'osservazione dei corpi celesti.
Nel volume Elementi di fisica sperimentale Giuseppe Poli scrive: "...uno stromento atto a farci vedere distintamente gli oggetti assai lontani. Gran fatto, che s'ignori l'Autore d'una sì prodigiosa scoperta!". Egli, però, attribuisce al celebre Giovan Battista della Porta (1535-1615), filosofo naturale, alchimista e commediografo, l'intuizione sull'uso e sulla combinazione di lenti per ingrandire oggetti lontani. Nel Magiae Naturalis libri XX, pubblicato a Napoli nel 1589, il della Porta fa un esplicito riferimento agli effetti di ingrandimento degli oggetti lontani prodotti dalla combinazione di due lenti: Con la lenticchia di cristallo far il medesimo più acconciamente. Le lenticchie cave fanno vedere chiarissimamente le cose, che sono da lontano, le convesse le vicine; laonde ti potrai servir di loro secondo la qualità della tua vista; col concavo le cose da lontano ti parranno piccole, ma chiare; col convesso le cose vicine assai grandi, ma turbolente; se tu saprai accomodare le une, e le altre vedrai le cose e vicine, e lontane, e chiaramente ancora grandi.

stato di conservazione: ottimo

restauri:

mostre:

note: Fu certamente utilizzato da Federico Zuccari nel Real Osservatorio provvisorio di S. Gaudioso dove restò sino al completamento, nel 1819, della Reale Specola di Capodimonte.

fonti d'archivio:

bibliografia:

info scheda: n. 6, (Mauro Gargano, 2013-01-16)

schede precedenti: 2001 n. 43, E. Stendardo ; 1992 n. 18, V. Fiore e P. Paura