23/02
11 Dicembre 2002

L'articolo originale è disponibile presso:
http://www.eso.org/outreach/press-rel/pr-2002/pr-23-02.html

 

LA PIU' PROFONDA IMMAGINE INFRAROSSA DELL'UNIVERSO

Riassunto

Un gruppo internazionale di astronomi ha realizzato un'immagine infrarossa del cielo nella banda Ks - la più profonda mai realizzata-, usando lo strumento multifunzionale ISAAC montato su uno dei quattro telescopi da 8,2 m del VLT (unità chiamata VLT ANTU).

Per far ciò, il VLT è stato puntato per più di 100 ore in condizioni di osservazioni ottimali, sull'Hubble Deep Field Sud (HDF-S) ottenendo immagini in tre filtri del vicino infrarosso.
Le immagini acquisite, rivelano galassie estremamente distanti, le quali appaiono nell'infrarosso, ma sono appena percepibili nelle più profonde immagini ottiche ottenute con Hubble Space Telescope (HST).

L'astronomo Marijn Franx, dell'Università di Leiden e responsabile del gruppo, afferma: "Questi risultati dimostrano che osservazioni molto profonde nel vicino infrarosso, sono essenziali per avere un vero censimento delle fasi primordiali dell'Universo. Le nuove immagini del VLT hanno inaugurato un campo di ricerca innovativo, basato sull'osservazione, fin ora inaccessibile".

L'HDF-S è una piccolissima porzione di cielo (circa 1% della superficie della Luna piena), situata nella costellazione del Tucano nell'emisfero Sud. L'HST l'ha osservata con un'esposizione totale di circa una settimana, producendo la più profonda immagine ottica del cielo mai ottenuta prima, simile a quelle ottenute in precedenza nell'Hubble Deep Field Nord (HDF-N).

Del medesimo campo, sono state acquisite immagini infrarosse con il VLT, nel corso di un più ampio progetto di ricerca denominato Survey extragalattica nell'infrarosso debole (FIRES). Esse furono realizzate a lunghezza d'onda che raggiungono il 2.3 µm, campo in cui l'HST non è competitivo.

Ivo Labbè, un altro membro del gruppo dell'Università di Leiden, è certo: "senza le capacità uniche del VLT e di ISAAC non saremmo mai stati in grado di osservare queste galassie così lontane. Infatti, l'immagine nella banda Ks è la più profonda mai realizzata a quella lunghezza d'onda".

La luce emessa nell'ottico dalle galassie distanti è stata spostata verso il rosso nella regione spettrale del vicino infrarosso. Tuttavia, alcune delle galassie trovate nelle nuove immagini sono così remote che - per la velocità finita della luce - esse sono osservate così come erano quando l'Universo era ancora estremamente giovane. Ossia, quando aveva 2 miliardi di anni.

Da queste osservazioni si possono trarre due conclusioni. La prima è che, sebbene le galassie identificate non sembrano presentare regioni di formazione stellare particolarmente attive, esse probabilmente riescono a giustificare circa la metà della massa della materia ordinaria presente in quest'epoca. E ciò si pone in netto contrasto con quanto trovato con le survey ottiche secondo cui, a quei tempi, le galassie erano molto blu a causa delle stelle giovani e calde.

Un'altra conclusione è che quelle galassie esistessero già a quell'epoca. Galassie chiaramente già grandi e che mostrano strutture a spirale simili a quelle viste nelle galassie molto vicine.

Questa importante ed innovativa scoperta sta avendo un forte impatto sui tentativi attuali di comprensione della formazione ed evoluzione delle galassie.