04/03
25 febbraio 2003

L'articolo originale è disponibile presso:
http://www.eso.org/outreach/press-rel/pr-2003/pr-04-03.html

 

 

Accordo siglato tra l'ESO e l'NSG su ALMA

Semaforo verde per il radio Osservatorio più potente del mondo


Riassunto

Il 25 febbraio 2003, è stato firmato, tra l'Osservatorio Europeo del Sud (ESO) e la Fondazione per la Scienza Nzionale Americana (NSF), un accordo storico per costruire e rendere operativo il più grande e più potente radiotelescopio del mondo, che opera a una lunghezza d'onda millimetrica e submillimetrica.

Il Direttore Generale dell'ESO, Dr. Catherine Cesarsky, e il Direttore dell'NSF, Dr. Rita Colwell, rappresentano le rispettive organizzazioni.

Conosciuto come Atacama Large Millimeter Array (ALMA), questo strumento, sarà costituito da 64 antenne da 12 metri ciascuna e interconnesse tra loro, e verrà posto sulle altitudini del sito Chajnantor in Atacama, regione del Cile del nord.

ALMA è un progetto congiunto tra l'Europa e il Nord America. In Europa, l'ESO guida i 10 paesi membri più la Spagna. In Nord America, l'NSF rappresenta anche il Consiglio di Ricerche Nazionali del Canada e esegue il progetto grazie al National Radio Astronomy Observatory (NRAO) gestito dall'Associated Universities, Inc (AUI).

La conclusione dell'accordo tra l'ESO e l'NSF ha dato il via definitivo al progetto ALMA. Il costo complessivo, di circa 650 milioni di Euro (o dollari americani), sarà equamente diviso tra i due partners.

La Dr. Cesarsky ha affermato in maniera entusiasta: "Questo accordo è l'avvio di un grande progetto per l'astronomia e l'astrofisica contemporanea. Nel rappresentare l'Europa e in collaborazione con molti laboratori e istituti di questo continente, siamo ansiosi di intraprendere progetti di ricerca eccezionali. Con ALMA saremo in grado di conoscere come realmente erano le galassie del nostro Universo quando si sono formate, per citare solo una delle più attese opportunità che questo meraviglioso strumento ci offrirà".

"Con questo accordo, inauguriamo una nuova era della ricerca astronomica" dice la Dr. Colwell. "Lavorando insieme, in questo reale partenariato globale, la comunità astronomica internazionale assicurerà capacità di ricerca necessarie a rispondere a richieste a lungo termine della nostra impresa scientifica, e saremo in grado di studiare e capire il nostro universo come non e stato mai studiato e capito fino ad ora".

Il recente decreto Presidenziale cileno per l'AUI e l'accordo siglato alla fine del 2000 tra l'ESO e il Governo della Repubblica del Cile, riconosce l'interesse che il progetto ALMA ha per il Cile, poiché esso approfondirà e rafforzerà la cooperazione tra le parti in campo scientifico e tecnologico.

E' stato istituito un Consiglio scientifico congiunto per il progetto ALMA che sovrintenderà il progetto dal punto di vista manageriale. Questo Consiglio si incontrerà per la prima volta il 24-25 febbraio 2003 all'NSF a Washington, a testimoninanza di questo storico evento.

Nuove osservazioni con il telescopio giapponese da 8 m. Subaru e con il VLT dell'ESO hanno mostrato che si possono formare stelle massicce anche in zone isolate, lontane dalle parti luminose delle galassie.
Grazie a una fruttuosa collaborazione tra astronomi che lavorano a questi due telescopi di livello mondiale, è stata scoperta una regione HII compatta proprio al confine tra l'alone più esterno dell'ammasso galattico della Vergine e lo spazio intra-cluster.

Questa nube è illuminata e riscaldata da alcune stelle giovani massicce e calde. Si stima che la massa totale delle stelle nella nube sia soltanto di alcune centinaia di volte quella del Sole.

Tali oggetti rappresentano una rarità per l'epoca presente. Tuttavia, in passato ce ne sarebbe potuto essere un maggior numero, quando essi erano, forse responsabili della formazione di una frazione della popolazione stellare intra-cluster. Stelle massicce in tali regioni HII isolate, esploderanno come supernovae all fine della loro breve vita e arricchiranno di elementi pesanti il mezzo intra-cluster.

Osservazioni di due altri ammassi galattici della vergine, Messier 86 e Messier 84, indicano la presenza di altre regioni isolate HII, e ciò suggerisce che, la formazione stellare isolata sia un processo piuttosto generale nelle galassie. Se fosse così, questo processo potrebbe fornire una spiegazione naturale all'attuale enigma sul perché alcune stelle giovani si trovino nella parte alta dell'alone della nostra Galassia, lontane dalle nubi di formazione stellare situate sul piano principale.