25/03
12 settembre 2003

L'articolo originale è disponibile presso:
http://www.eso.org/outreach/press-rel/pr-2003/pr-25-03.html

 

Rivelazione ottica di quantità anomale di azoto nelle Comete.

Il VLT spalanca una finestra nuova sulle Nostre Origini

Riassunto

Un gruppo di astronomi europei ha usato lo spettrografo UVES sul VLT KUEYEN, telescopio da 8,2 metri, per realizzare uno studio, dettagliato e unico nel suo genere, della cometa LINEAR (C/2000 WM1). Questo strumento potentissimo è stato usato per la prima volta per ottenere spettri ad alta risoluzione di una cometa. Al tempo delle osservazioni, metà marzo 2002, la Cometa LINEAR si trovava a una distanza dal Sole di circa 180 milioni di km, mentre si allontanava dopo essere passata al perielio in gennaio.

Poiché si pensa che le comete trasportino materiale "primitivo", residuo della formazione del Sistema Solare avvenuta circa 4.600 milioni di anni fa, è importante studiare questi oggetti per ottenenere indicazioni sulle origini del Sistema Solare e della Terra in particolare.

L'elevata qualità dei dati ottenuti di questo oggetto in movimento di nona magnitudine, ha consentito la determinazione di abbondanza cometaria di vari elementi e dei loro isotopi. D'interesse particolare è la chiara evidenza e misura dell'isotopo 15 dell'azoto. L'altra cometa nella quale è stato osservato questo isotopo è la famosa cometa Hale-Bopp che fu osservata in tutto il suo fulgore nel 1997.

La cometa LINEAR e la cometa Hale-Bopp mostrano lo stesso rapporto di abbondanza isotopica, circa un atomo di azoto-15 per ogni 140 atomi di azoto-14 (14N/15= 140+/- 30); ossia circa la metà del valore terrestre (272). Questa quantità è molto diversa rispetto a quella della cometa Hale-Bopp ottenuta con misure radio (14N/15= 330+/- 75). Le misure ottiche e radio si riferiscono a molecole diverse, (rispettivamente CN e HCN) e questa anomalia isotopica si può spiegare come dovuta a una differenziazione dei meccanismi di produzione.

Gli astronomi concludono che parte dell'azoto cometario è intrappolato nelle macromolecole attaccate alle particelle di polvere.

L'utilizzo con successo di UVES per le ricerche cometarie, offre nuove aspettative in simili osservazioni di altre e più deboli comete. Questi studi, forniranno informazioni determinanti sulla composizione dettagliata di un numero molto più ampio di comete di quelle studiate finora, e quindi maggiori informazioni sulla materia primordiale dalla quale il Sistema Solare si è originato.

E' fortemente auspicabile una migliore comprensione delle origini della materia cometaria (in particolare delle molecole di HCN e di CN) e la connessione con macromolecole. Ciò in vista del ruolo che le comete possono avere svolto nel portare materiale, quando la Terra era ancora giovane, essenziale per la successiva formazione di vita sul nostro pianeta.